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Casa Pasarela 2011 – Design

Il secondo ciclo di conferenze della iniziativa riguardava il design. Al dibattito “il design visto dai designer”, a cui hanno partecipato Stone Design, Noviembre Estudio e Fanstudio, ne è seguito uno di confronto tra arte e design dove l’artista Hisae Ikenaga e il designer Álvaro Catalán de Ocón hanno presentato alcuni loro lavori.

Hisae Ikenaga crea arte partendo da prodotti di design. Nella serie di sculture fatte a partire da comuni mobili Ikea l’artista rimonta le parti degli oggetti creando sculture riproducibili ovunque grazie all’allegato foglio di istruzioni. L’opera così non necessita di essere trasportata da una città a un’altra. Si può montare in qualsiasi casa o galleria a condizione che tenga un Ikea vicino!

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Nella serie Malformación de fabrica Hisae esplora invece gli effetti e le emozioni contrastanti date dalla produzione di mobili difettati, che non si possano usare nella loro funzione.

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Álvaro Catalán de Ocón crea invece oggetti che potrebbero tranquillamente essere esposti in gallerie d’arte. In realtà la sua ricerca mira a ridurre l’oggetto al minimo dei pezzi necessari per la loro funzione. E’ questo il pensiero che sta dietro le lampade Cornucopia e La Flaca (prodotta da Metalarte). Sfruttando le proprietà dei materiali conduttori Álvaro riesce a creare un oggetto nuovo e evocativo che si accende o si spegne semplicemente spostando la lampadina, evocando l’idea di una candela.

 

Casa Pasarela 2011, Madrid

Dal 17 al 19 Febbraio nel recinto feriale di Madrid si è tenuto il salone di architettura e design Casa Pasarela. All’interno della fiera si sono tenute varie conferenze di architetti e designer. Le conferenze di architettura vertevano in particolare sul tema dei nuovi sistemi di facciata.

Fermín Vázquez di b720 Arquitectos ha introdotto l’argomento parlando delle nuove tecnologie. Grazie alla digitalizzazione dei sistemi industriali oggi si possono facilmente produrre a basso costo pezzi che non siano tutti uguali, ma che presentino piccole differenze tra di loro, permettendo di realizzare sistemi di facciata organici come quello di tubi rossi usato dal suo studio per l’ Hotel Torres Porta Fira. (link al progetto)

Lo studio Moneo-Brock ha invece illustrato il processo creativo che ha portato alla realizzazione della facciata del Columbia University Northwest Corner Building (link al progetto) progettato da Rafael Moneo. Nella facciata viene trasposto, grazie al gioco dei pannelli, il complesso sistema strutturale progettato dallo studio Arup. Il sistema consente di avere una struttura sospesa che evita al piano terra (dove si trova l’auditorium)  la massiccia presenza di pilastri.

moneo brock

 

César Ruiz Larrea dello studio RLA ha invece illustrato l’innovativo sistema di facciata  BIO PIX. La facciata è la parte dell’edificio dove avvengono tutti gli scambi di energia con l’esterno ed è quindi il primo punto su cui intervenire per realizzare architetture bioclimatiche ad alto rendimento. Per applicare Il sistema BioPix si esegue prima di tutto una mappatura energetica dell’edificio, dividendo la facciata in una griglia e vedendo in ogni punto come influiscono vento e sole, il tipo di luce necessario alle varie funzioni che si svolgono all’interno del volume e  l’importanza di eventuali visuali paesaggistiche. Fatto questo si passa ad applicare un sistema di pannelli altamente diversificati tra di loro in modo da rispondere ognuno ai requisiti di un punto specifico dell’edificio (trasparenti, riflettenti, fotovoltaici, ecc). I panelli sono indipendenti l’uno dall’altro e permettono di essere “aggiornati” con l’avanzare della tecnologia o a seconda dei cambi di uso dell’edificio.

 

A chiudere la presentazione, lo studio di Rafael de la Hoz ha presentato il suo progetto per i Telefonica’s Headquarters (link al progetto) a Madrid. La principale caratteristica dell’edificio è la pensilina che unisce le 4 torri del progetto, costituita da 1400 mq di pannelli solari. Le facciate delle torri sono invece caratterizzate da un sistema di vetrature serigrafiate, che permettono di controllare la luce senza impedire la visibilità, e da un sistema di lame verticali che separano i due strati della facciata.

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