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Design Walk Madrid – Malasaña

Due settimane fa ho partecipato al DESIGN WALK,  un’iniziativa molto interessante organizzata da  BARFUTURA a Madrid. L’iniziativa era un percorso per i vari quartieri di Madrid alla scoperta di alcuni giovani studi di design.

Dei vari itinerari proposti io ho scelto  ovviamente quello che passava dal mio quartiere: Malasaña.

Boamistura

Il primo studio visitato é stato BOAMISTURA, che signifia buon miscuglio in portoghese, come ci spiega uno dei ragazzi. Il miscuglio in questo caso é dato da un ingegnere, un architetto, un grafico, un diplomato in belle arti e un pubblicitario che nel 2001 hanno formato questo collettivo che si dedica tanto ai graffiti e all’arte urbana, quanto al design grafico e all’illustrazione. Grazie alla diversitá nella formazione di ognuno dei componenti, il collettivo si espande in vari campi, creando lavori a piú mani ma riuscendo ad ottenere sempre un aspetto unitario.

Se siete stati a Berlino non potete non aver visto il loro lavoro di fronte alla Eastside Gallery

Viernes

Il secondo studio è stato VIERNES, in calle la Palma. Viernes è uno studio di comunicazione responsabile, che si occupa di promuovere progetti legati all’istruzione, alla cultura e alla responsabilitá sociale. I suoi componenti sono amici di lunga data, che dopo aver seguito  cammini distinti si sono ritrovati, stanchi di lavorare per grandi imprese e desiderosi di mettere su un progetto che avesse una sua propria coerenza e potesse generare un effetto positivo sulla societá.

PeSeta

La seguente tappa è stata il negozio/laboratorio di PeSeta dove l’autrice della fortunata linea di moda ci ha raccontato come la sua passione si sia gradualmente trasformata da hobby a lavoro vero e proprio.

Spinta dal successo che gli accessori da lei creati riscuotevano presso amici e famiglia, Laura iniziò la sua attività raggiungendo un pubblico sempre più grande, fino ad arrivare alle orecchie di Marc Jacobs, che, dopo una visita a sorpresa al negozio, è diventato un cliente abituale della marca, cheper lui ogni anno crea una collezione di accessori, tutti rigorosamente progettati e prodotti in Spagna.

Serial Cut

Più singolare è stata la visita a Serial Cut, impresa costituita da uno spagnolo, uno svedese e un tedesco che si dedica alla costruzione di composizioni per pubblicità. Tra i loro clienti Mtv, Renfe (la società spagnola delle ferrovie), e varie emittenti televisive. Lavorano tanto con renders e 3d quanto con veri e propri modelli fisici, che compongono accuratamente e fotografano raggiungendo risultati incredibili, dove non si sa più cosa sia reale e cosa no.

Disismaineim

La faticosa scarpinata si è conclusa con la visita allo studio di grafica/tipografia Disismaineim, dove i ragazzi ci hanno raccontato e dimostrato come una pubblicazione tipo periodico può essere un mezzo molto efficace per diffondere arte e per permettere alla gente di avere poster di autore a poco prezzo.

Lo studio offre un prodotto completo, dalla scrittura dei testi alla sua impaginazione, in modo da tenere il massimo controllo sul loro prodotto. Hanno creato cataloghi per mostre di fotografia e esposizioni che sono mostre o oggeti d’arte  a loro volta.

Con una copia del loro ultimo ” periodico” mi sono diretto, distrutto, a prendere il metro per tornare a lavoro!

Grazie a BARFUTURA per la splendida iniziativa!

Lorenzo

Ofilab 2011

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Il mese scorso sono stato selezionato per partecipare al Workshop coordinato da Juan Carlos Santos  Ofilab 2011: “Home, Smart Office”.

Ofilab è un laboratorio di ricerca della ditta di mobili per ufficio Ofita sulle nuove tendenze del mondo del lavoro. Quella di quest anno era la seconda edizione del workshop e  il tema è stato lo sviluppo di uno scenario in un futuro prossimo, che rappresenti l’evoluzione delle attuali tendenze di modalità di lavoro da casa.

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L’obbiettivo principale è stato esplorare le possibilità che da il tema del lavoro da casa per ricucire i rapporti familiari e creare una sorta di vita comunitaria all’interno della famiglia.

Il Workshop si è svolto in una casetta prefabbricata nell’ ETSIT di Madrid che viene normalmente usata per condurre studi comportamentali, visto che è dotata di un sistema di telecamere e microfoni tipo grande fratello. Infatti oltre al Workshop, si svolgeva in contemporanea uno studio sulla creatività di gruppo dove noi eravamo le cavie! Sono stato anche uno dei tre fortunati a indossare una maglietta che attraverso un sensore misurava il battito cardiaco durante tutta la giornata…

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Maggiori informazioni quando uscirà la presentazione dei risultati del workshop!

Con me hanno partecipato

Ana Martinez, Javier Peña, Raúl Durá, Rafael Zaragoza, Noelia Vela, Tiago Nunes, Javier Pérez, Cristina Toledo

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Sun Lab, Rimini 2011

Dopo varie peripezie siamo riusciti ad approdare al SunLab di Rimini con il prototipo di ON  LINE.

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ON LINE è un progetto che nasce da una riflessione sull’elemento panchina e le funzioni che essa
assolve nel contesto urbano attuale.
Con la crescente necessità di mobilità delle persone, lo spazio pubblico è diventato uno spazio chiave nella nostra routine quotidiana e un nuovo posto dove lavorare.
ON LINE crea un nuovo tipo di ambiente urbano, uno spazio all’aperto dove connettersi alla rete e lavorare. La flessibilità è data dai due piani di appoggio della panchina che permettono di sedersi a altezze diverse o di usare il ripiano superiore come tavolo o schienale. Il foro sullo schienale offre la possibilità di integrare un posacenere o un lampione per l’illuminazione notturna.

Sun.Lab: for creative outdoor  è un concorso internazionale  alla sua IV edizione. Il progetto di POG è stato uno dei progetti selezionati per l’esposizione al Salone Internazionale dell’Esterno il 20-21-22 ottobre 2011 RIMINI FIERA. Il tema proposto ai partecipanti, under 35, era sviluppare il concetto del “vivere la città”.

” Il proposito è offrire al pubblico e alle aziende una chiave di lettura nuova degli spazi urbani contemporanei con una reinterpretazione degli stessi secondo un approccio progettuale che favorisca il coinvolgimento, la condivisione, la socializzazione[…]. L’obiettivo di tale progettazione vuole essere la creazione di arredi ed accessori per esterni permanenti o temporanei, che rendano parcheggi, parchi cittadini, centri storici, strade, mercati, centri commerciali, piazze e locali pubblici luoghi piacevoli, confortevoli, facilmente gestibili, in cui ci si possa sentire a proprio agio ed in cui ci si senta invogliati alla fruizione.” 

 

Hang on! al FAD, Barcelona 2011

Il nostro primo progetto esposto in una galleria!

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L’idea nasce in occasione di un concorso di idee in Italia…non siamo stati premiati, ma il progetto è piaciuto molto alla presidentessa del FAD di Barcellona, che ci ha chiesto di costruire un prototipo per poterlo esporre all’interno della mostra SINTESI, dal 13 al 29 maggio 2011. Una mostra  a cui hanno partecipato artisti e artigiani del distretto Ciudad Vella di Barcellona.

 

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Ready made=trasformare oggetti della vita quotidiana in qualcosa di completamente nuovo.

Hang on! è un mobile contenitore progettato con materiali di scarto e di facile reperibilità. E’ pensato per l’esposizione di prodotti all’interno di un negozio. Assemblando più moduli composti da quattro grucce di legno si ottengono contenitori dalle diverse profondità. L’unione di più elementi permette un gioco di composizione, che dona al progetto la caratteristica di adattabilità a differenti situazioni.

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Costruire il prototipo è stata un’occasione preziosa per capire il funzionamento dell’oggetto, l’assemblaggio dei pezzi ed il montaggio.

Al termine della mostra il prototipo è stato comprato dall’ architetto Ralf Huber, che continua ad esporlo nel suo atelier nel centro di Barcellona (DisART). Per il momento rimane l’unico prototipo costruito, ma l’intenzione è di costruirne altri, raffinando le tecniche di lavorazione e realizzazione.

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Casa Pasarela 2011 – Design

Il secondo ciclo di conferenze della iniziativa riguardava il design. Al dibattito “il design visto dai designer”, a cui hanno partecipato Stone Design, Noviembre Estudio e Fanstudio, ne è seguito uno di confronto tra arte e design dove l’artista Hisae Ikenaga e il designer Álvaro Catalán de Ocón hanno presentato alcuni loro lavori.

Hisae Ikenaga crea arte partendo da prodotti di design. Nella serie di sculture fatte a partire da comuni mobili Ikea l’artista rimonta le parti degli oggetti creando sculture riproducibili ovunque grazie all’allegato foglio di istruzioni. L’opera così non necessita di essere trasportata da una città a un’altra. Si può montare in qualsiasi casa o galleria a condizione che tenga un Ikea vicino!

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Nella serie Malformación de fabrica Hisae esplora invece gli effetti e le emozioni contrastanti date dalla produzione di mobili difettati, che non si possano usare nella loro funzione.

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Álvaro Catalán de Ocón crea invece oggetti che potrebbero tranquillamente essere esposti in gallerie d’arte. In realtà la sua ricerca mira a ridurre l’oggetto al minimo dei pezzi necessari per la loro funzione. E’ questo il pensiero che sta dietro le lampade Cornucopia e La Flaca (prodotta da Metalarte). Sfruttando le proprietà dei materiali conduttori Álvaro riesce a creare un oggetto nuovo e evocativo che si accende o si spegne semplicemente spostando la lampadina, evocando l’idea di una candela.

 

Casa Pasarela 2011, Madrid

Dal 17 al 19 Febbraio nel recinto feriale di Madrid si è tenuto il salone di architettura e design Casa Pasarela. All’interno della fiera si sono tenute varie conferenze di architetti e designer. Le conferenze di architettura vertevano in particolare sul tema dei nuovi sistemi di facciata.

Fermín Vázquez di b720 Arquitectos ha introdotto l’argomento parlando delle nuove tecnologie. Grazie alla digitalizzazione dei sistemi industriali oggi si possono facilmente produrre a basso costo pezzi che non siano tutti uguali, ma che presentino piccole differenze tra di loro, permettendo di realizzare sistemi di facciata organici come quello di tubi rossi usato dal suo studio per l’ Hotel Torres Porta Fira. (link al progetto)

Lo studio Moneo-Brock ha invece illustrato il processo creativo che ha portato alla realizzazione della facciata del Columbia University Northwest Corner Building (link al progetto) progettato da Rafael Moneo. Nella facciata viene trasposto, grazie al gioco dei pannelli, il complesso sistema strutturale progettato dallo studio Arup. Il sistema consente di avere una struttura sospesa che evita al piano terra (dove si trova l’auditorium)  la massiccia presenza di pilastri.

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César Ruiz Larrea dello studio RLA ha invece illustrato l’innovativo sistema di facciata  BIO PIX. La facciata è la parte dell’edificio dove avvengono tutti gli scambi di energia con l’esterno ed è quindi il primo punto su cui intervenire per realizzare architetture bioclimatiche ad alto rendimento. Per applicare Il sistema BioPix si esegue prima di tutto una mappatura energetica dell’edificio, dividendo la facciata in una griglia e vedendo in ogni punto come influiscono vento e sole, il tipo di luce necessario alle varie funzioni che si svolgono all’interno del volume e  l’importanza di eventuali visuali paesaggistiche. Fatto questo si passa ad applicare un sistema di pannelli altamente diversificati tra di loro in modo da rispondere ognuno ai requisiti di un punto specifico dell’edificio (trasparenti, riflettenti, fotovoltaici, ecc). I panelli sono indipendenti l’uno dall’altro e permettono di essere “aggiornati” con l’avanzare della tecnologia o a seconda dei cambi di uso dell’edificio.

 

A chiudere la presentazione, lo studio di Rafael de la Hoz ha presentato il suo progetto per i Telefonica’s Headquarters (link al progetto) a Madrid. La principale caratteristica dell’edificio è la pensilina che unisce le 4 torri del progetto, costituita da 1400 mq di pannelli solari. Le facciate delle torri sono invece caratterizzate da un sistema di vetrature serigrafiate, che permettono di controllare la luce senza impedire la visibilità, e da un sistema di lame verticali che separano i due strati della facciata.

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dead drops a firenze

Il 6 gennaio ci siamo ritrovati con degli amici per creare dei dead drops= contenitori urbani di files da lasciare in giro per Firenze

Abbiamo messo a disposizione una decina di sedie trovate all’immondizia e ognuno ha portato una pennetta USB formattata, contenente i dati che avrebbe voluto donare ad uno sconosciuto, una catena, un lucchetto e tutto il materiale necessario per il RESTYLING di una sedia.

Durante la notte le dead drops sono state sistemate  in largo annigoni

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ci siamo divertiti e l’insieme di sedie legato al palo della luce non è venuto fuori neanche troppo male!

peccato che non siano arrivate integre a stamattina; nella notte qualcuno le ha rovinate e impilate una sopra l’altra ignorando le pennette USB! se almeno se le fossero prese il file crossing avrebbe funzionato!!!

speriamo vada meglio la prossima volta…

le foto sono postate sul profilo flikr di  http://www.flickr.com/photos/pogarchitecture

Ringraziamo PER LA COLLABORAZIONE : alain moreno, carlotta mannucci, agostino silva. e per IL SUPPORTO : hilia ruffini, angela neri